Metodo Patrimoniale (valutazione d'azienda)
Iniziamo ad analizzare il punto 1), il Metodo Patrimoniale.
Avendo a disposizione il patrimonio aziendale, questo metodo non fa altro che attualizzarne tutti i componenti. Più semplicemente detto esprime i valori attivi e passivi al valore attuale o corrente.
Questo metodo però ha 2 varianti: per entrambe le passività vengono prese in toto, ma in una le attività comprendono solo quelle materiali, nell'altra anche qualche bene immateriale. In quest'ultimo caso avremmo anche un'altra suddivisione, ma sarebbe troppo complesso trattarla, pertanto l'accenniamo solamente: i beni immateriali vengono documentati "analiticamente" e valutati quindi in modo complesso (valido soprattutto quando si parla di industrie), oppure i beni immateriali vengono valutati tramite orientamenti del mercato o con formule ad hoc (questo lo si fa soprattutto per le banche). Chiudiamo però questa complessa parentesi e ritorniamo alle nostre 2 varianti.
La prima variante è detta semplice: bisogna esprimere con valori diversi il bilancio arrivando al patrimonio netto "rettificato" (PN contabile + plusvalenze - minusvalenze).
Per valutare patrimonialmente con tale metodo, i criteri sono questi:
i crediti vanno espressi al netto del realizzo;
i debiti vanno espressi al valore di estinzione;
le rimanenze di materie prime vanno espresse al valore corrente;
le rimanenze di semilavorati vanno espresse al costo attuale o di produzione;
le rimanenze di prodotti finiti vanno espresse al più piccolo tra il costo di produzione e quello medio di vendita (al netto di oneri da commercializzazione);
i beni strumentali vanno espressi al prezzo di mercato o di ricustruzione a nuovo al netto di obsolescenza (tecnica o funzionale) e deperimento;
le partecipazioni in società controllate vanno espresse in base al bilancio consolidato;
le partecipazioni in società non controllate vanno espressi alle quotazioni o al PN rettificato;
i titoli quotati vanno espressi alla media delle quotazioni di 3-6 mesi o al prezzo corrente nel momento in cui viene fatta la stima;
i titoli non quotati vanno espressi al valore nominale o al costo.
Come si vede si valutano solo i beni materiali, come se l'azienda non producesse avviamento e non abbia la capacità di dar reddito nel futuro...
A questo sopperisce la seconda variante detta "complessa".
Il M.P. Complesso ovviamente parte dalle considerazioni di quello semplice aggiungendo però i beni immateriali... vediamo come.
Come si valutano tali beni?
Si possono utilizzare le serie storiche (metodi analitici) oppure delle formule basate da transazioni simili fatte sul mercato di riferimento (metodo empirico).
Anche questo processo ha dei limiti però, quello più evidente è considerare solo gli elementi patrimoniali e non quelli reddituali...
Ecco perchè la nostra analisi continuerà proprio esaminando tale metodo...
Continuate a seguirci!
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